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Come difendersi dal caldo e dall’afa

Come difendersi dal caldo e dall’afa
agosto 08
11:59 2018

Come difendersi dal caldo e dall’afa

Quali sono i consigli per le ondate di calore, quali le categorie a rischio e come proteggerle al meglio, infine come capire se si è di fronte a un problema molto serio: il colpo di calore.

Non uscire nelle ore più calde

Evitare di uscire di casa nelle ore più calde, cioè dalle 11 alle 18. In questa fascia oraria è sconsigliato (soprattutto a bambini molto piccoli, anziani, persone non autosufficienti o persone convalescenti) l’accesso alle aree particolarmente trafficate, ma anche ai parchi e alle aree verdi dei grandi centri urbani dove va a concentrarsi l’ozono prodotto dai gas di scarico delle automobili e dall’industria. Durante le ondate di calore i valori limite di questo gas inquinante vengono spesso superati con conseguenze sulla salute della popolazione e, in particolare, sulle persone con malattie respiratorie o asma.

Non fare sport nelle ore più calde

Bisogna evitare l’attività fisica intensa all’aria aperta durante gli orari più caldi della giornata anche da parte di atleti professionisti, in special modo poi da parte dei dilettanti.

Attenzione all’abbigliamento

Bisogna indossare un abbigliamento leggero e comodo, sia in casa che all’aperto: vestiti non aderenti, quindi, di cotone o lino. Fuori di casa, è anche utile proteggere la testa dal sole diretto con un cappello leggero di colore chiaro e gli occhi con occhiali da sole.

Non dimenticare la crema solare

È importante proteggere la pelle dalle scottature con creme solari ad alto fattore protettivo.

Mai lasciare qualcuno in auto, anche per poco tempo

Non lasciare mai persone o animali, anche se per poco tempo, nella macchina parcheggiata al sole e se si entra in un’autovettura che è rimasta parcheggiata al sole, per prima cosa aprire gli sportelli per ventilare l’abitacolo e, poi, iniziare il viaggio con i finestrini aperti o utilizzare il sistema di climatizzazione dell’auto per abbassare la temperatura interna.

Rinfrescare la casa (con qualche trucco se non si ha il condizionatore)

Rinfrescare l’ambiente domestico (e di lavoro). I principali strumenti per il controllo della temperatura sono le schermature, l’isolamento termico e il condizionamento dell’aria.

Qualche accorgimento in mancanza di condizionatore:
– chiudete le persiane, i vetri, le tende di giorno; apritele di notte
– è meglio tenere le porte chiuse tra una stanza e l’altra della casa per mantenere all’interno l’aria fresca. Apritele invece prima di andare a dormire
– prendete una ciotola un po’ capiente e riempitela di ghiaccio, quindi posizionatela davanti alla ventola. Il vapore gelido del ghiaccio si unirà all’aria e in questo modo verrà espanso dal ventilatore in tutto l’ambiente – attenzione al tipo di lenzuola che usate: è meglio dormire in quelle di cotone che rimangono più fresche. Riguardo al cuscino invece, uno imbottito con grano saraceno che non trattiene il calore del corpo e rimane dunque un appoggio più fresco
– non tutti lo sanno ma il ventilatore a soffitto va regolato stagionalmente. In estate le pale devono girare in senso antiorario per direzionare l’aria verso il basso e creare una brezza fresca.

Bere, bere, bere (ma niente alcol)

Bere almeno due litri di acqua al giorno e mangiare molta frutta fresca, come agrumi, fragole, meloni (che contengono fino al 90% di acqua) e verdure colorate, ricche di sostanze antiossidanti (peperoni, pomodori, carote, lattughe), che proteggono dai danni correlati all’ozono, che raggiunge le concentrazioni più elevate proprio nelle ore più calde della giornata. Gli anziani devono bere anche in assenza dello stimolo della sete. Evitare gli alcolici e le bevande troppo fredde, limitare l’assunzione di bevande che contengono caffeina. Eccetto i casi di necessità, nella stagione estiva va limitato il consumo di acque oligominerali, così come l’assunzione non controllata di integratori di sali minerali (che deve essere sempre consigliata dal medico curante).

Non mangiare troppo e fare piccoli pasti più frequenti

Fare pasti leggeri: evitare pranzi e cene pesanti e abbondanti, preferendo quattro, cinque piccoli pasti durante la giornata, ricchi soprattutto di verdura e frutta fresca.

Attenzione a come conservare i cibi

Bisogna anche fare attenzione alla corretta conservazione degli alimenti deperibili (latticini, carni, dolci con creme, gelati), poiché le temperature ambientali elevate favoriscono la contaminazione degli alimenti e possono determinare patologie gastroenteriche anche gravi.

Qualche consiglio:
– mantieni la temperatura interna del frigorifero intorno ai 4-5 °C (sulla mensola centrale) per conservare nel modo migliore i tuoi cibi
– il punto più freddo del frigorifero è la mensola più bassa, subito sopra il cassetto per le verdure (circa 2 °C), mentre la parte meno fredda è rappresentata dallo sportello
– non riporre mai in frigorifero alimenti caldi
– separa gli alimenti crudi da quelli cotti o pronti per essere consumati – utilizza contenitori puliti e chiusi
– pulisci regolarmente l’interno del frigorifero
– evita di sovraccaricare il frigorifero con troppi alimenti: quando fai la spesa ricorda sempre quanto può contenere. L’aria fredda al suo interno deve poter circolare liberamente intorno ai cibi.

Categorie a rischio – bambini

Quando fa molto caldo i neonati e i bambini piccoli (per la loro ridotta superficie corporea) sono più esposti degli adulti al rischio di un aumento eccessivo della temperatura corporea (ipertermia) e a disidratazione, con possibili conseguenze dannose sul sistema cardiocircolatorio, respiratorio e neurologico.

Qualche consiglio pratico, dal Ministero della Salute:
– mantenere freschi i locali dove soggiorna il bambino
– vestire i bambini in modo molto leggero, lasciando ampie superfici cutanee scoperte
– controllare regolarmente la temperatura corporea di lattanti e bambini piccoli; se necessario rinfrescare delicatamente il loro corpo con una doccia tiepida o panni umidi
– fare bere acqua, non fredda, in piccole quantità, lentamente e molte volte al giorno
– i bambini sotto i sei mesi di vita non devono essere mai esposti al sole diretto – evitare che i bambini più grandi svolgano attività fisica all’aperto durante le ore più calde. Fare bere il bambino prima e durante l’attività fisica, anche quando gioca, per compensare le perdite di liquidi dovute alla sudorazione
– evitare di lasciare bambini incustoditi in luoghi chiusi poco protetti dal caldo e dall’esposizione ai raggi solari, es. in tende da campeggio o in macchina, specialmente durante le ore calde della giornata.

Categorie a rischio – anziani

La perdita di liquidi e di elettroliti è il rischio peggiore nelle giornate con picchi di temperatura, una condizione che rende le persone anziane a rischio di insufficienza renale acuta. In particolare bisogna allarmarsi quando: la persona anziana manifesta confusione mentale, o si verifica l’aggravamento di una confusione mentale già presente, ha mal di testa, è preda di convulsioni.

Qualche consiglio pratico, dal Ministero della Salute (anche per chi li assiste):
– farli bere molto, mangiare frutta e verdura ed evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde
– aumentare il controllo della temperatura degli ambienti in cui soggiornano
– assicurarsi che consumino una quantità di liquidi opportuna (non meno di 2 litri di acqua al giorno a meno di indicazioni diverse del medico di famiglia), e fare in modo che l’anziano beva acqua o spremute di frutta anche nel caso non li richieda esplicitamente
– sospendere qualsiasi tipo di attività fisica nelle ore più calde della giornata (dalle 11 alle 18) – fare spugnature o spruzzare con acqua fresca, in modo da mantenere un’adeguata temperatura corporea
– misurare regolarmente la temperatura corporea, perché se aumenta è necessario interpellare il medico
– stare attenti alla comparsa di sintomi come confusione mentale e agitazione, che possono indicare sofferenza dovuta alle elevate temperature
– portare l’anziano in luoghi climatizzati, per almeno 4 ore al giorno e comunque farla soggiornare nei luoghi meno caldi della casa.

Categorie a rischio – donne incinte

In gravidanza, il caldo può essere causa di disidratazione, con la perdita, attraverso la sudorazione, di liquidi e sali minerali, preziosi per l’equilibrio materno-fetale. Le donne che soffrono di malattie croniche o quelle che hanno patologie della gravidanza, come la pressione alta o il diabete in gravidanza, possono essere più a rischio di parto prematuro.

Qualche consiglio pratico, dal Ministero della Salute:
– bevi almeno 2 litri di acqua al giorno e segui le indicazioni del tuo medico curante per evitare il rischio di disidratazione
– limita il consumo di bevande gassate o zuccherate, l’assunzione di tè e caffè. Evita bevande molto fredde e bevande alcoliche
– cura l’alimentazione, fai pasti leggeri, ricchi di acqua (frutta e verdura fresca) – fai attenzione alla corretta preparazione e conservazione dei cibi
– migliora il microclima della tua abitazione
– se sei accaldata, fai bagni e docce con acqua tiepida, bagna viso e braccia con acqua fresca
– indossa indumenti leggeri.

Il colpo di calore: come riconoscerlo e cosa fare

Si tratta di un’improvvisa perdita di coscienza per un calo di pressione dovuto al ristagno di sangue nelle zone periferiche con diminuzione dell’apporto di sangue al cervello. In questi casi, se non si corre ai ripari, la situazione può peggiorare e portare al colpo di calore, una vera e propria emergenza. In tali circostanze, ritardare l’intervento può esporre a danni d’organo irreversibili, choc e decesso.

I segnali sono spesso vaghi e si può non comprendere che il calore ne è la causa. Possono esserci crampi (specie in persone che fanno attività fisica senza reintegrare i liquidi persi con il sudore), ma anche debolezza, vertigini, cefalea, nausea e, a volte, vomito. Talvolta l’eccessiva perdita di acqua e sali dovuta al calore può provocare una vera disidratazione e causare la sincope da caldo. Il colpo di calore avviene quando la capacità di termoregolazione è compromessa e la temperatura corporea sale oltre i 41°C con conseguenti danni agli organi (reni, cervello, cuore, polmoni). In un primo momento (stadio rosso) la cute è calda, arrossata, secca per l’assenza di sudorazione, il battito cardiaco è accelerato.

Possono esserci mal di testa pulsante, vertigini, confusione. Nella fase successiva (stadio grigio), la pelle diventa grigiastra per la diminuzione del volume di sangue circolante ed è possibile anche che subentrino convulsioni e stato di choc.

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Fonte: corriere.it – di Silvia Turin

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