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NEBBIA: ecco come e perché si forma!

NEBBIA: ecco come e perché si forma!
novembre 24
19:51 2016

Con l’alta pressione torna anche la nebbia, soprattutto a Sortino

In presenza dell’alta pressione, l’aria fresca/fredda presente al suolo durante la notte viene schiacciata, compressa, dall’aria calda e secca contenuta nell’alta pressione, infatti l’aria fredda “pesa” di più di quella calda e quella secca di più di quella umida. In conseguenza di tutto ciò, vi saranno le condizioni ideali perchè la nebbia si formi.
IL CIELO IN PRESENZA DI NEBBIA – Con la presenza della nebbia naturalmente il cielo sarà invisibile e grigio, e la visibilità a livello terra può ridursi fino a pochi metri, rendendo pericolosa la circolazione. Qualora la nebbia si dissolva nelle ore più calde, il cielo tornerà a mostrarsi, mentre se la nebbia si dovesse alzare, ma non dissolversi, ecco allora che si vedranno nubi basse, che mostreranno un cielo coperto, ma senza precipitazioni, se non qualcuna sotto forma di pioviggine.
COME SI FORMA LA NEBBIA? – Nella maggior parte dei casi si ha nebbia durante periodi dominati da alta pressione che tende a comprimere lo strato sottostante, ove è presente aria fredda (cuscino di aria fredda), e Sortino è il luogo ideale dove avviene questo fenomeno.
L’alta pressione di norma contiene aria calda che è più leggera di quella fredda, ma allora perché avviene questa compressione?
L’aria calda di un’alta pressione è prevalentemente secca, e l’aria secca è più pesante di quella umida in quanto contiene una maggior percentuale di Azoto (infatti l’Azoto pesa di più dell’Acqua).

Ci sono diverse categorie di nebbia o particolari condizioni per le quali essa si può formare.

Nebbia da irraggiamento: si forma generalmente dopo il tramonto, dopo che il suolo ha ceduto calore allo spazio tramite irraggiamento, raffreddandosi, assorbe calore dall’aria più a contatto con la superficie (generando inversione termica). La temperatura degli strati d’aria prossimi al terreno si abbassa sino a raggiungere la temperatura di rugiada permettendo la condensazione di goccioline di acqua liquida. La nebbia da irraggiamento è tipica delle notti con cielo sereno (effetto serra da parte delle nubi limitato) e vento poco intenso.
Nebbia da avvezione: si forma quando l’aria umida passa per avvezione, movimento orizzontale dei flussi d’aria sopra il terreno freddo e viene così raffreddata. Questo fenomeno è frequente sul mare quando l’aria tropicale incontra ad alte latitudini acqua più fredda. È anche comune il caso in cui un fronte tiepido passi sopra un’area abbondantemente innevata. È comune quando c’è molta differenza tra le temperature diurne e notturne, si dissolve non appena il sole, al mattino, comincia a scaldare l’aria.
Nebbia da umidificazione: è la forma più localizzata ed è creata dall’aria fredda che passa sull’acqua molto più calda. Il vapore acqueo entra velocemente nell’atmosfera tramite evaporazione e la condensazione ha luogo quando il vapore acqueo raggiunge la saturazione. La nebbia da umidificazione è frequente nelle regioni polari, e intorno ai laghi più grandi e più profondi nel tardo autunno e all’inizio dell’inverno, spesso causa nebbia ghiacciata o talvolta brina.
Nebbia frontale (o nebbia da precipitazione): si forma quando una precipitazione cade nell’aria secca dietro alla nube, le goccioline liquide evaporano in vapore acqueo. Il vapore acqueo si raffredda e al punto di rugiada condensa e forma la pioggia.
Nebbia congelantesi: si verifica quando le goccioline di nebbia si trovano allo stato liquido (condizione detta di sopraffusione) nonostante la temperatura dell’aria sia inferiore a 0 °C; quando vengono a contatto con una superficie, formano depositi di ghiaccio chiamati galaverna, calabrosa o ghiaccio chiaro. Ciò è frequente sulla cima di quelle montagne che sono esposte a un debole vento. È quindi equivalente alla pioggia congelantesi, che provoca il gelicidio.
Nebbia ghiacciata (o nebbia velata): è quel tipo di nebbia dove le goccioline si sono congelate a mezz’aria in minuscoli cristalli di ghiaccio. Generalmente ciò richiede temperature ben al di sotto del punto di congelamento (solitamente inferiori a −30 °C, nonostante si possa avere sopraffusione fino a −40 °C) e quindi questo tipo di nebbia è comune solo nell’area e nei dintorni delle regioni artiche e antartiche. Una precipitazione di aghi di ghiaccio simile alla nebbia ghiacciata, ma che si verifica con cielo sereno e non provoca diminuzione di visibilità, si chiama polvere di diamanti.

Fonte: Ilmeteo e Wikipedia

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