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Che cos’è il Radar
Il radar meteorologico è uno strumento di monitoraggio e sorveglianza, in grado di stimare la presenza di precipitazioni nell’atmosfera quasi in tempo reale. Consente quindi di seguire l’evoluzione dei fenomeni a brevissimo termine. Il termine radar è l’acronimo dell’inglese radio detection and ranging e significa rilevamento e determinazione della posizione (di un oggetto) tramite onde radio. Il radar nasce per scopi bellici e viene usato per la prima volta in campo meteorologico negli anni cinquanta. I radar usati oggi forniscono informazioni oltre che sull’intensità della perturbazione osservata, anche sulla natura della precipitazione (pioggia, neve, grandine, etc.) e sulla sua velocità di spostamento.

A che cosa serve
Il radar meteorologico è uno strumento usato per:
monitorare in tempo reale i fenomeni di precipitazione, individuandone l’intensità e lo stato fisico (pioggia, neve, grandine), attraverso lo studio delle caratteristiche di polarizzazione;
stimare la precipitazione su vaste aree geografiche, fornendo informazioni complementari ed integrabili con quelle derivanti dalla rete convenzionale di monitoraggio al suolo, al fine di fornire una più accurata ricostruzione dei campi di precipitazione;
stimare in tempo reale intensità e direzione media di spostamento di una perturbazione;
seguire l’evolversi di una perturbazione;
rendere più accurate le stime sulle precipitazioni, integrando i dati della rete radar con quelli del monitoraggio al suolo e con quelli delle osservazioni satellitari.

Come funziona
Un’onda elettromagnetica, generata da un trasmettitore, viene irradiata nell’atmosfera attraverso un’antenna direzionale. L’onda, propagandosi (viaggiando) in atmosfera, interagisce con gli oggetti presenti lungo il suo percorso venendo in parte assorbita ed in parte riflessa, anche nella direzione radar da cui viene ricevuta nuovamente. La velocità con cui viaggia l’onda è nota (300.000 km al secondo), per questo è possibile calcolare quanto dista l’oggetto dal radar se si tiene conto del tempo di ritorno del segnale. Un radar meteorologico permette di rilevare, all’interno di una porzione di atmosfera, la presenza di idrometeore, cioè di particelle d’acqua (sia liquida che ghiacciata).
Un radar meteorologico è quindi costituito da un trasmettitore di onde elettromagnetiche di potenza elevata, da un ricevitore, da un’antenna – che dà la direzione al segnale – e da un elaboratore.
Il segnale di ritorno è elaborato nell’apparato ricevente del radar e permette di stimare l’intensità della precipitazione, mentre la direzione di puntamento dell’antenna e il tempo impiegato dal segnale nel percorso andata-ritorno consentono di localizzare le idrometeore in termini di direzione e distanza. Inoltre piccole variazioni nella fase dell’eco di ritorno permettono di stimare la velocità di spostamento rispetto alla direzione del radar (direzione radiale) della perturbazione.

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