Solstizio d’inverno: cos’è?

È il momento in cui inizia la stagione invernale e il giorno più corto dell’anno, ma non solo: dal punto di vista astronomico il solstizio d’inverno coincide con un evento ben preciso, anche se la sua data e l’orario possono variare di volta in volta, seppur di poco. Vediamo cosa accade in questa giornata e le differenze tra emisfero boreale ed emisfero australe.

Il solstizio d’inverno è l’evento astronomico che segna ufficialmente la fine dell’autunno e l’inizio della stagione invernale nell’emisfero boreale, oltre a coincidere con il giorno più corto dell’anno, ovvero con il minor numero di ore di luce. Quest’anno cadrà alle 16.59 italiane di martedì 21 dicembre, ma come vedremo la data non è sempre fissa e in alcuni anni può cambiare, spostandosi il 22 dicembre.

Il solstizio d’inverno è semplicemente il momento in cui inizia l’inverno nell’emisfero boreale, mentre nell’altra metà del pianeta, ovvero l’emisfero australe, questa stessa data coincide con il solstizio d’estate che dà il via alla stagione estiva, cosa che per noi accade il 21 giugno. In ogni caso, è il significato della parola solstizio a spiegare cosa succede esattamente nel giorno in cui comincia l’inverno dal punto di vista astronomico.

I due termini “sol” e “sistere”, che significano rispettivamente “Sole” e “fermarsi”, compongono infatti la parola latina solstitium, che può essere tradotta con l’espressione “Sole che si ferma“, dato che in questa occasione il Sole dà l’impressione di arrestarsi, raggiungendo il punto più basso e quindi l’altezza minima possibile sull’orizzonte a mezzogiorno. Inoltre, l’arco seguito dal Sole durante il giorno, dall’alba al tramonto, è il più breve in assoluto: è per questo motivo che il solstizio d’inverno corrisponde con il giorno più corto dell’anno in termini di ore di luce, che contrariamente ad un famoso proverbio non è il giorno della festa di Santa Lucia (il 13 dicembre).

Uno schema che spiega esattamente cosa succede durante il solstizio d’inverno, mostrando la posizione della Terra nella sua orbita intorno al Sole.

E’ un evento astronomico reso possibile dal fatto che la Terra abbia un asse di rotazione inclinato di 23,27 gradi rispetto all’eclittica, ovvero il piano immaginario seguito dalla Terra lungo il suo percorso intorno al Sole, chiamato moto di rivoluzione. L’inclinazione di cui ti ho parlato, in ogni caso, fa sì che il Polo Nord e il Polo Sud terrestri siano orientati in direzione del Sole per 6 mesi ciascuno, dando vita all’alternarsi delle stagioni. Dal 21 giugno al 21 dicembre, cioè durante l’estate e l’autunno, l’emisfero settentrionale è quello più inclinato verso il Sole e dunque gode di un’irradiazione più diretta dei raggi solari, che invece dal solstizio d’inverno in poi iniziano ad arrivare più obliqui, riscaldando di meno questa fetta del nostro pianeta nella quale, non a caso, comincia la stagione più fredda.

Tutto quello che ti ho descritto influisce sulle ore di luce, che raggiungono la loro durata minima durante il solstizio d’inverno, con la notte più lunga dell’anno, per poi ricominciare ad aumentare gradualmente a partire dal 22 dicembre e fino al 21 giugno, ovvero in occasione del solstizio d’estate che rappresenta anche il giorno più lungo dell’anno. In mezzo ai due solstizi, rispettivamente il 20 marzo (o 21) e il 22 settembre (o 23), troviamo poi l’equinozio di primavera e l’equinozio di autunno, due giornate nelle quali la durata del dì e della notte è identica.

Il solstizio d’inverno si verifica in un momento ben preciso, anche per quanto riguarda l’orario, che quest’anno coincide con le 16.59 italiane del 21 dicembre 2021. Il Sole sorgerà alle 7.37 e il tramonto sarà invece alle 16.44: la durata del giorno sarà di 9 ore e 7 minuti, motivo per cui potremo definirlo il più corto dell’anno.

La data può però subire alcune leggere variazioni a seconda dell’anno: devi sapere infatti che l’anno solare dura in realtà qualche ora in più dei canonici 365 giorni che consideriamo nel calendario gregoriano, motivo per cui ogni anno anche il solstizio d’inverno, così come quello estivo, ritarda di circa 6 ore.

È proprio l’accumulo di questo ritardo che porta il solstizio d’inverno, di tanto in tanto, a cadere anche il 22 dicembre, come accadrà ad esempio nel 2023. Ogni 4 anni, per evitare che questo sfalsamento diventi eccessivo, si verifica un riallineamento forzato attraverso l’anno bisestile, che prevede un giorno in più a febbraio che compensa le ore perse negli anni precedenti.

A questo evento astronomico è poi strettamente legato anche il sito archeologico di Stonehenge, in Inghilterra, dove si trova un monumento che nei giorni del solstizio d’inverno e di quello estivo, in momenti precisi della giornata, appare perfettamente allineato al Sole, una particolarità che ha portato diversi studiosi a ipotizzare che questo luogo fungesse nell’antichità da calendario astronomico.

Fonte: ohga – Alessandro Bai

 

Autore dell'articolo: Meteosortino